venerdì 16 luglio 2021

2. Che cosa è l'Arte?

La risposta con la quale concordo è stata data dal filosofo Dino Formaggio nel suo saggio Arte (Isedi, Milano): "L'Arte è tutto ciò che gli uomini hanno chiamato e chiamano Arte".

Come avverte lo stesso autore nelle prime pagine del suo saggio, non si tratta di una semplice tautologia (ossia, il predicato non ripete inutilmente il significato del soggetto), ma rimanda necessariamente a una relazione dell'Arte con la storia dell'Uomo e al significato che la parola Arte ha assunto nei millenni.

Si aprono diverse questioni:

  1. ciò che oggi noi consideriamo un oggetto d'arte era considerato tale anche al momento della sua produzione?
  2. l'artista (nell'accezione odierna e positiva del termine) è sempre stato considerato tale nel corso della storia?
  3. si può parlare di Arte in assoluto oppure occorre parlare di arti, il cui elenco, non esaustivo, si è evoluto e si evolve nel tempo?
  4. pur nella mutevole concezione dell'Arte, è possibile rinvenire delle caratteristiche che permangono nel tempo?
  5. quale è il rapporto che intercorre tra l'oggetto d'arte e gli strumenti usati per produrlo?

1. Alla prima questione si può rispondere osservando che non sempre ciò che oggi consideriamo un oggetto d'arte era tale  al momento della sua produzione: si pensi alle brocche decorate (brocchetta di Gurnià) della Grecia arcaica o ai disegni di anatomia di Leonardo. Le prime avevano un'evidente finalità pratica, i secondi lo scopo di illustrare delle ricerche scientifiche svolte dissezionando cadaveri (non senza rischio con le autorità, per le credenze dell'epoca). 

2. Sul rapporto tra l'artista e il suo tempo, o meglio sulla considerazione sociale del lavoro artistico, ha indagato lo storico ungherese (opere in tedesco) Arnold Hauser nella sua Storia sociale dell'Arte, alla quale spesso ci riferiremo in queste note.

3. Delle arti, piuttosto che dell'Arte, è stata tentata una classificazione nel secolo scorso: tra esse noi ci riferiremo quasi esclusivamente a quelle che utilizzano la rappresentazione grafica come linguaggio per l'elaborazione e la diffusione (Architettura, Pittura, Scultura, Design, Fumetto).

4. Si può affermare che, oltre agli scopi pratici che le opere d'arte talvolta hanno (quelle di Architettura necessariamente), in moltissimi casi (anche se non sempre) l'autore sì è posto l'obiettivo di produrre qualcosa di bello, che suscita un godimento estetico nel fruitore dell'opera, pur sempre in relazione con i gusti delle varie epoche. In questo senso credo che vada intesa l'osservazione secondo la quale spesso l'Arte nasce come sublimazione dell'eros: ossia, una pulsione primordiale, che è all'origine della conservazione della specie, viene "incanalata" per produrre qualcosa che gratifica anche il fruitore, oltre all'autore.

5. Dissento da chi, come Benedetto Croce (Estetica in nuce), ha ritenuto accessorio non essenziale la tecnica artistica, ossia la capacità dell'autore di padroneggiare con abilità il mezzo di espressione e produzione dell'oggetto d'Arte: come ha ben illustrato il Panofsky (La prospettiva come forma simbolica), il mezzo di espressione (potremmo dire il linguaggio artistico, in senso lato)  è elemento costitutivo del pensiero stesso e, dunque, informa l'opera d'Arte in modo profondo.


Nessun commento:

Posta un commento

4 - IMBRATTARE CONTRO NATURA

Sul finire degli anni ’90 del secolo scorso acquistai e lessi con molto interesse il libro Progettare secondo natura (dal quale per antites...